Ogni turbina eolica, in Scozia, ha un
nome. C'è White Dragon e Windy Wallace, Highland Spinner e e Twisty
Turner. Sono i bambini delle scuole di Inverness che le hanno
chiamate così. Per loro sono figure amichevoli, anche perché da
quel vento le loro famiglie ci guadagnano. La crescita fenomenale
della produzione di energia pulita scozzese, considerata un caso di
scuola nella corsa europea allo sviluppo sostenibile, è strettamente
legata alla voglia di partecipazione di queste comunità.

La modalità di coinvolgimento è quasi
sempre la stessa. Non appena una nuova centrale eolica viene
pianificata, le comunità locali sono coinvolte e consultate ad ogni
stadio dello sviluppo e nelle successive attività. Questo aiuta a
creare i necessari legami con gli abitanti del luogo. Falck ha
sperimentato anche un approccio che integra le turbine di proprietà
della comunità nei progetti del gruppo, come nel caso del parco di
Earlsburn nello Stirlingshire, dove una delle turbine è di proprietà
del paesino di Fintry. Gli abitanti di Fintry desideravano da tempo
una propria turbina e Falck ha lavorato con la comunità ad un piano
per installarla accanto alle 14 già previste dal piano del suo
parco. Con il ricavato della turbina, oltre 100mila euro all'anno,
Fintry ha realizzato progetti per isolare le abitazioni, ha
installato caloriferi nell'atrio del centro comunale e ha fornito
caldaie a legna per il centro sportivo.
Più in generale, ogni progetto cerca
di aggregare le risorse presenti sul territorio. Nella fase di
costruzione e operatività dell'impianto, vengono stipulati contratti
con aziende locali, laddove possibile e commercialmente fattibile.
Fin dal primo parco eolico scozzese, realizzato nel 2006, Falck ha
firmato contratti con imprese scozzesi per circa 40 milioni di
sterline, con una media di 140 persone impegnate nei lavori di
progettazione e costruzione. Il prossimo, in costruzione a Nutberry,
sarà pronto a metà 2013. Si cerca inoltre di rendere le centrali
eoliche parte integrante delle comunità in cui sono localizzate.
Gruppi di scolari del luogo e di altre comunità vengono regolarmente
a visitare i siti e gli stessi ingegneri di Falck forniscono
spiegazioni sull'energia eolica alle scuole. In pratica, dopo aver
abbandonato l'acciaio, l'azienda italiana sta riproponendo all'estero
l'imprenditoria sociale che era il suo marchio di fabbrica a Sesto.
La storia della sua crescita nel Regno Unito, dove ha altri tre
progetti eolici già autorizzati, è la dimostrazione di come
profitto e sviluppo possano essere raggiunti in modo sostenibile,
creando benessere per tutti gli stakeholders: azionisti, dipendenti,
territorio e comunità locali.
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